« Serata di lunedì 5 febbraio | Main | Disney: la felicità secondo Baricco »
C’era una volta la Disney
By Pollucchero | February 6, 2007
C’era una volta la Disney, quella dei cartoni animati
entrati nella leggenda, quella delle trasposizione di tutte le favole per
bambini, quella delle principesse e dei principi azzurri, quella degli animali
che parlavano, quella delle canzoni memorabili.
Negli anni ’70 e ’80 arrivò la crisi con prodotti che
nessuno annovererà mai nella storia del cinema: Taron e la pentola magica,
Oliver e company; Basil l’investigatopo, ma la casa di Topolino seppe
rialzarsi, piano piano, ogni anno con un film migliore di quello dell’anno
precedente, con idee nuove, personaggi fantastici, musiche splendide. E così
c’è stata la rinascita della Disney, cominciata nel 1989 con La Sirenetta,
seguita da La Bella e la Bestia, primo film animato a ricevere una candidatura
agli oscar come miglior film, Aladin e Il Re Leone con il suo enorme successo
planetario (780 milioni di dollari incassati in tutto il mondo).

Probabilmente questo enorme successo ha aperto il mercato.
La Disney è riuscita a vivere con i suoi lungometraggi perché ha creato
montagne di possibilità di incassi supplementari: i parchi giochi,
l’abbigliamento, i giocattoli, ecc. Gli incassi al cinema erano sufficienti a
rientrare dei costi di produzione, gli altri incassi creavano il guadagno.
Gli enormi successi degli anni ’90 però hanno sicuramente
fatto venire l’acquolina in bocca alle altre case cinematografiche che,
complice anche l’avvento della computer graphic, si sono lanciate sul mercato
dell’animazione. E per reperire personale con quella professionalità avranno
pescato dai lavoratori della Disney, che ha cominciato così ad impoverirsi e il
suo prodotto ne ha risentito enormemente.

Negli ultimi anni i più grandi successi della Disney sono in
realtà delle produzioni Pixar, distribuite
dalla Disney: Toy Story, Alla ricerca
di Nemo, Gli Incredibili, Cars. In sostanza la Disney usava i suoi canali per
far fruttare le idee della Pixar, in modo conveniente per entrambi.
Gli ultimi prodotti targati esclusivamente Disney sono
destinati ad un rapido oblio. In questo ultimo mese mi è capitato di vedere
insieme ai miei figli Chicken Little e Uno zoo in fuga, due prodotti veramente
leggerini, che non lasciano assolutamente il segno.
Lo scorso anno c’è stata una svolta che forse potrebbe di
nuovo far risorgere la casa di Topolino: conscia dei propri fallimenti la
Disney ha acquistato la Pixar, amministrata e posseduta da Steve Jobs, quello
della Apple e dell’iPod. Ora Steve Jobs siede nel consiglio di amministrazione
della Disney, detiene circa il 7% delle azioni e ne è quindi il maggiore
azionista individuale.
L’influenza di Jobs e delle menti della Pixar potrebbero
dare nuova linfa alla casa di produzione che Walt Disney fondò 80 anni fa’.
Io ci spero tanto.
Topics: Cinema | Lascia un commento »








