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Scacco matto al centro-sinistra
By pollucchero | May 21, 2008
La situazione nel centro-sinistra in questi giorni sembra molto peggiore di quanto apparisse subito dopo la sconfitta alle elezioni politiche. Il Pd in particolare sembra l’ombra del partito (altro che governo-ombra) che voleva apparire lo scorso ottobre durante le primarie. E dopo aver letto analisi, commenti e sentimenti di persone che fanno riferimento al Pd (come quelle di Marco Simoni, Ivan Scalfarotto, Diego “Zoro” Bianchi, Mario Adinolfi) ho iniziato a pensare a come si sia arrivati in questa situazione.
Nel gennaio 1994 Berlusconi scende in campo: non si era mai vista una persona che si alza, fonda un partito dal nulla e pochi mesi dopo vince le elezioni. Il centro-sinistra non se lo aspettava, nessuno se lo aspettava ma grazie all’enorme aiuto delle televisioni Mediaset (ve li ricordate gli spot di Forza Italia? le tre reti Mediaset ne erano inondate) questo exploit penso unico nel panorama mondiale si verifica. E’ un partito atipico tutto centrato solo ed esclusivamente sulla figura di Berlusconi che ha il potere di fare e disfare.
Nell’aprile del 1996 il centro-sinistra vince le elezioni grazie al fatto che la Lega corre da sola, Prodi dura due anni poi si ssusseguono i governi D’Alema e Amato, che non erano statiscelti dagli elettori.
Nel 2001 Berlusconi stravince le elezioni battendo Rutelli che, bocciato dagli elettori, diventa capo dell’opposizione e uomo potentissimo all’interno del centro-sinistra.
Nel gennaio del 2005 si tenogno le primarie per la scelta del candidato del centro-sinistra per la presidenza della regione Puglia: vince, a sorpresa, Nichi Vendola battendo il candidato della Margherita e poi alle elezioni, sempre da sfavorito, Vendola vince le elezioni battendo il favorito e uscente Raffaele Fitto, attuale Ministro per gli Affari Regionali.
Nell’ottobre dello stesso anno si tengono le primarie per la candidatura alla Presidenza del Consiglio dei Ministri incoronando Prodi che batte Bertinotti, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Mastella e Scalfarotto.
E dopo questo exploit che probabilmente ha rappresentato il picco di consenso per il centro-sinistra nel nostro paese Berlusconi fa una di quelle mosse vincenti che probabilmente lo lasceranno indisturbato a governare a tempo indefinito, un vero e proprio scacco matto: la riforma elettorale firmata da Calderoli, il famigerato Porcellum, era il dicembre del 2005.
In questi ultimi anni, sopratutto dopo il pareggio alle elezioni del 2006 che hanno proclamato Prodi presidente di un governo agonizzante per due anni, tutti a parlar male di questa legge elettorale per i suoi infausti risultati. In questi due anni si è parlato di riforma elettorale e al riguardo mi tornano in mente delle foto di Berlusconi e Fassino in Parlamento che si scambiano dei fogli in cui Berlusconi si mostra disposto a cambiare legge a patto che non vengano toccate le liste bloccate. E secondo me sta tutta lì la geniale mossa di Berlusconi: le liste bloccate.
Le liste bloccate hanno dato nelle mani dei dirigenti dei vari partiti lo stesso potere che Berlusconi ha avuto nel suo partito: quello di decidere chi premiare e chi bocciare, e i dirigenti del centro-sinistra sono rimasti inebriati da questo potere.
A destra questo tipo di attegiamento funziona: chi è di destra ha il mito dell’uomo forte, del capo carismatico, del condottiero da seguire senza porsi troppe domande, ben rappresentato in chiave moderna da Berlusconi.
A sinistra no. Le ideologie del comunismo e del socialismo hanno messo in primo piano la partecipazione, la collaborazione, l’uguaglianza. E l’elettorato di centro-sinistra preferisce la protesta o l’astensionismo alle scelte piovute dall’alto che non vengono condivise.
Con le liste bloccate, con la scelte dei candidati fatte dalle segreterie senza una condivisione ampia l’elettorato di centro-sinistra non si sente rappresentato, si ritrova a dover votare persone che mai avrebbero avuto il loro voto (succedeva anche con i collegi uninominali, ma lì il danno era limitato al singolo collegio). E questa filosofia orami sembra essere entrata nel DNA dei dirigenti di centro-sinistra portandoli a pessimi risultati elettorali: la Sinistra Arcobaleno è sparita (non mi sembra che avessero fatto le primarie per i candidati neanche loro), il Partito Democratico è rimasto fermo sui vecchi risultati di DS e Margherita, ma al giorno d’oggi prenderebbe moooolti meno voti, e l’unico partito del centro-sinistra che ha preso voti è l’Italia dei Valori, un altro partito con un uomo solo al comando.
Se i partiti di sinistra non smetteranno di inebriarsi del potere concessogli da Berlusconi con le liste bloccate, se non torneranno a prednere le decisioni, a nominare i dirigenti, a scegliere i candidati in modo democratico, perderanno, come diceva Moretti, non le prossime elezioni, ma le prossime 10 elezioni. Il problema è che la decisione sta nelle mani di chi il potere lo perderebbe ed è difficle autolimitare la propria bramosia di potere.
PS: a tal proposito volevo segnalare una bella iniziativa nata dal circolo Obama del Pd, Primarie Sempre, iniziativa alla quale aderisco con un po’ di disincanto.
Topics: L'Italia che vorrei | 13 Commenti »








May 21st, 2008 at 12:28
E’ vero, le liste bloccate sono state una tentazione quasi invincibile per i nostri dirigenti. Se avessero fatto le primarie anche per quelle non avremmo probabilmente vinto le elezioni, ma credo che ne saremmo usciti molto meglio.
Intanto grazie per aver messo il banner a primariesempre!
May 21st, 2008 at 13:05
Discordo pesantemente con l’analisi. A leggere il post parrebbe che Berlusconi vince perche’:
a) le leggi elettorali fatte da lui favoriscono la sua stessa parte politica.
b) tali leggi generano anche il peggiore dei mostri di sinistra, la smania di visibilita’ che genera litiogiosita’.
Insomma, gli elettori paiono essere stupidi o non avere alternative, per questo votano Silvio o si astengono. Con un partito decente a sinistra vinceremmo alla grande.
Balle.
Silvio oggi ha stravinto, lo fece anche nel 2001. Le altre due volte ci e’ andato vicino, nonostante l’alternanza fosse a lui sfavorevole. Fa ridere credere che a destra siano capaci piu’ di sinistra di turarsi il naso, come fa ridere pensare che Silvio vinca perche’ l’Italia e’ un paese “naturalmente” di destra.
Silvio vince perche’ Silvio e’ la cultura italiana di oggi. Ecco tutto. Nel 1983 Berlinguer baratto’ con Craxi l’okkupazione di RAI3 per le frequenze poi concesse a Mediaset. Berlingue sottostimo’ il potere della TV, massmedia che svetta su tutti gli altri in Italia. Trent’anni dopo, chiedetevi: la cultura italiana di oggi nacque in quell’epoca. Chi ha prodotto la cultura italiana di oggi? RAI o Mediaset? Ovvio che la risposta e’ Mediaset, la RAI ha perso la partita al punto che oggi scimmiotta allegramente Mediaset alla ricerca di odiens, scambiando un Bonolis per 4-5 letterine o direttori di TG in cambio di opinionisti. La cultura italiana di oggi l’ha fatta Silvio e Mediaset, per questo gli elettori sono a lui piu’ vicini. Non che Silvio l’abbia fatto apposta, secondo me in questo schema ci si e’ trovato in mezzo quasi per caso, quando decise di scendere in politica nel 94, e lo sfrutto’.
La sinistra ha adbicato al suo ruolo storico di portatrice di cultura, appiattendosi sul marketing Berlusconiamo, salvo poi chiedersi da 15 anni come mai Berlusconi sa parlare cosi’ bene agli italiani. Mettiamoci il cuore in pace, strappare lo scettro a Silvio richiedera’ molto tempo e piani chiari. Il punto e’ che tali piani chiari oggi io non li vedo. La sinistra e’ dominata da capi e capetti che pensano alla stessa stregua di Silvio, che di agire sulla cultura – oramai becera – degli italiani non ci pensano nemmeno. L’Italia si incammina ad un lento ma inesorabile declino, come tutti i paesi incapaci di elaborazione culturale.
May 21st, 2008 at 13:48
Sulla forza mediatica di Berlusconi e l’ifluenza che hanno avuto le sue reti nella formazione “culturale” degli italiani e del suo futuro elettorato sono completamente d’accordo con te.
Il problema è che Berlusconi con le liste bloccate ha dato la possibilità ai partiti di sinistra di comportarsi come lui e quelli ci sono cascati (a livello personale per loro è stato un vantaggio, a livello di partito molto meno). E come sempre tra l’originale e una brutta copia tutti scelgono l’originale: che si parli di Berlusconi in politica o delle sue reti televisive nel mondo dei media poco importa.
May 21st, 2008 at 13:53
aggiunta a margine: la sinistra e’ dominata da capi e capetti che pensano come dei piccoli Silvio. Alla maggior parte dei cittadini va bene cosi’, assuefatti alla cultura berlusconica (brogli? chissene. Conflitto di interessi? chissene. Legge? chissene). Capi e capetti non fanno partire un modello alternativo, tutti preoccupati di perdere le loro posizioni acquisite nel tentativo di portare la sinistra al potere. I cittadini lo richiedono blandamente, per scarso interesse. Cosi’ non si va lontano, si aspetta il pensionamento dell’attuale classe dirigente per cause naturali e ci si trova in balia degli eventi quando alle nuove leve verra’ chiesto di governare. Per inciso le nuove leve saranno quelli della classe 80 – 90. I trentenni di oggi, classe 70, cosi’ continuando salteranno il giro. Appuntamento nella prossima vita.
May 21st, 2008 at 14:00
Roberto, onestamente sei quasi commovente. Il Cencelli lo hanno inventato molto prima delle liste bloccate. Senza liste bloccate avrebbero trovato un altro modo, perche’ le liste bloccate sono espressione di una mentalita’ che te lo concede, non l’inverso.
L’idea che basti selezionare una nuova classe dirigente (con le primarie) per mettere a posto tutto e’ illusoria e pericolosamente semplicistica. Le primarie sono un primo passo, doveroso e necessario, ma parlare all’elettorato richiede affinita’ con esso. Per averla e’ necessario calibrare gli strumenti. Silvio l’ha fatto negli ultimo 30 anni, la sinistra pure, ma usando i mezzi di Silvio (che oggi vince facile). Domani? L’elaborazione culturale e la comunicazone della stessa porteranno via almeno 10 anni. Poi potremo avere un ventennio di dominio di sinistra, magari socialista. E’ un discorso piu’ ampio dei semplici organigrammi di partito e si puo’ schematizzare in due sole domande: cosa vuol dire essere di sinistra oggi? cosa vogliamo realizzare con la sinistra domani?
May 21st, 2008 at 19:12
Filippo io il post di Riccardo lo interpreto cosi’: la sinistra perde perché non é sinistra. E se é questo che vuol dire, io gli do ragione.
L’appiattirsi al marketing berluscionano di cui tu parli é parte di questa perdita di identità della sinistra (anche se poi il marketing politico dilaga ouvnque).
May 21st, 2008 at 19:12
Scusate volevo dire Roberto….
May 21st, 2008 at 19:53
altro me stesso: la sinistra di sinistra perderebbe lo stesso, probabilmente anche peggio di quel che ha perso ora. E sai perche’? Perche’ oggi l’Italia e’ Berlusconi, Mediaset ne ha creato l’odierna cultura. Credere che una sinistra di sinistra selezionata tramite primarie possa avere migliori speranze di vittoria e’ illusorio e infantile.
Il problema non e’ la perdita’ di identita’ della sinistra, e’ che la sinistra non ha altro modo che scimmiottare berlusconi se vuole riuscire a parlare e farsi capire dall’italia di oggi.
May 21st, 2008 at 21:38
E parlare come Berlusconi vuol dire candidare Calearo?
May 21st, 2008 at 23:41
precisamente.
May 22nd, 2008 at 2:14
Sulle ragioni del voto esiste anche questa piccola indagine
statistica:
http://pdobama.ning.com/forum/topic/show?id=2003916%3ATopic%3A40229
May 22nd, 2008 at 18:02
Carissimo Filippo,
ma non so. Quando dico che la sinistra deve essere sinistra, non voglio dire che il PD debba clacare Bertinotti and co. Volgio dire che dovrebbe essere meno Berlusonizzata. C’é qualcosa che non afferro nel tuo ragionamento, da un alto lamenti lo stato della sinistra italiana. Dall’altro dici che le primairie non servano a nulla e che la frittata é fatta “perche’ oggi l’Italia e’ Berlusconi, Mediaset ne ha creato l’odierna cultura”.
Allora Filippo non c’é speranza? E’ un apocalissi?
Esiste una speranza?
Infine, sempre col piu’ grande rispetto c’é un’altr cosa che volgio dirti, una cosa che non va . Ed e’ l’uso improprio che si fa della parola “infantile”. Dall’infanzia c’e´molto di cui bisognerebbe ispirarsi, la speranza, il sogno. Del cinismo e gli altri accessori con cui noi adulti siamo costretti a convivere quotidianamente non ne manchiamo certo. Recuperare un pizzico di utopia non sarebbe male. Anzi, con un pizzico di utopia forse il mondo non sarebbe cosi merda come e’.
May 26th, 2008 at 14:45
Altro me stesso: il mondo non e’ una merda. Il mondo e’ quello che tu ci vuoi vedere. I Cyloni la chiamano proiezione, matrix lo chiamava “parte residua di se’”.
A parte le disamine intro-generalizzate, vedo che finalmente hai preso confidenza col problema. Oggi l’Italia e’ Berlusconi, Mediaset ne ha creato la cultura. Quando Scilvio parla e’ vicino agli italiani, molto piu’ di quanto non sia Uolter. E questo e’ un dato di fatto. Il che non vuol dire che non ci sia speranza, identificare il problema nella sua interezza e’ duro ma necessario se si vuol ripartire con senno e non perdersi in sterili progetti short-term che non smuovono nulla. E’ quando la tempesta spazza il cielo che ci crea quell’aria fresca e selvaggia che ci dona una determinazione senza pari. Credere che le primarie siano sufficienti, che una sinistra di sinistra (puranche senza i vetero-marxismi di Fausto) avrebbe vinto vuol dire illudersi e mentire a se stessi. Andate avanti, fate le primarie allora. Selezionate Scalfarotto, Melandri e magari anche Biraghi. E alle prossime elezioni le prendete di nuovo.
Per strappare lo scettro a Silvio, per vedere un’Italia moderna, la sinistra deve chiedersi: “Qual e’ la missione della sinistra oggi? Cosa vogliamo realizzare per l’italia e gli italiani di domani?” Conseguentemente alle risposte va promossa una cultura dei valori, della comunicazione e dell’impegno su tali risposte. In 10 anni spazzeremmo via il Berlusconismo, ora in parabola che puo’ solo essere discendente dopo 30 anni di vita. Finche’ seguiteremo a parlare di congressi, primarie, commissioni statuto, finche’ seguiteremo a scimmiottare le strategie comunicative di mago Silvio e lasciar campo libero alla cultura Berlusconiano su MediaRAIset (che la scimmiotta allegramente) seguiteremo a chiederci come mai Silvio piaccia cosi’ tanto agli italiani senza aver i mezzi per risolvere nulla.