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Di televisione, malinconia e ironia
By pollucchero | September 23, 2008
Sabato sera mi è capitato di vedere una parte di ULISSE: si parlava di tombe. Oltre a far vedere le solite faraoniche sepolture, è proprio il caso di dirlo, verso la fine si è parlato del mondo d’oggi e anche dell’ironia con cui alcuni personaggi riescono a prendere anche la loro morte. Così dopo l’epitaffio di un attore sconosciuto che ha fatto scrivere sulla sua tomba: “Ho recitato tante volte questa parte, ma mai bene come questa volta”, la voce narrante ha recitato il sonetto che Aldo Fabrizi scrisse per la sua morte.
Considero Aldo Fabrizi uno dei più grandi attori italiani sia al cinema che in televisione, oltre che a teatro. Conservo splenditi ricordi infantili del suo Mastro Titta nel Rugantino di Garinei & Giovannini che vidi da piccolo e rimango incantato peri sui sketch che ogni tanto la TV ripropone, per non parlare dei film in bianco e nero, quelli di una volta che capita di rivedere nei caldi pmeriggi estivi.
Il suo sonetto funebre non gli fa nessun torto:
ER MORTORIO
Appresso ar mio num vojo visi affritti,
e pe’ fa’ ride pure a ‘ st’occasione
farò un mortorio con consumazione…
in modo che chi venga n’approfitti.
Pe’ incenso, vojo odore de soffritti,
‘gni cannela dev’esse un cannellone,
li nastri –sfoje all’ovo e le corone
fatte de fiori de cocuzza fritti.
Li cuscini timballi de lasagne,
da offrì ar momento de la sepportura
a tutti quelli che “sapranno” piagne.
E su la tomba mia, tutta la gente
ce leggerà ‘sta sola dicitura:
“Tolto da questo mondo troppo al dente”.
Aldo Fabrizi
Topics: Televisione | 1 Commento »








November 12th, 2008 at 15:15
io adoro aldo fabrizi ed in particolar modo le sue poesie… se ti piacciono quelle recitate ti consiglio quelle di lallo circosta. somiglia anche al mitico aldo