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Come siamo ridotti, a sinistra

By pollucchero | February 6, 2009

Negli ultimi giorni, settimane, mesi, lo sconforto nel vedere quella che dovrebbe essere la “sinistra” del paese aumenta sempre di più. Mi torna alla mente quello che scrissi qualche mese fa e gli avvenimenti di questi ultimi tempi non fanno che confermare tutto ciò. Penso che molti elettori di sinistra si stiano appoggiando a Di Pietro per quanto riguarda la politica e a Murdoch con la sua Sky per quanto riguarda televisione e informazione: in sostanza gli odierni paladini del popolo della sinistra sono due personaggi che come ideologie non sono neanche di centro…

Intanto ieri ad Annozero, come nelle altre rare apparizioni televisive, Claudio Martelli mi ha fatto un’ottima impressione.

Topics: L'Italia che vorrei | 3 Commenti »

3 Responses to “Come siamo ridotti, a sinistra”

  1. Anellidifumo Says:
    February 6th, 2009 at 23:46

    Vedrò Annozero, come sempre. :-)

  2. Giovanni R. Says:
    February 7th, 2009 at 4:58

    Allora, non so da dove iniziare…

    1. Attribuire la frase “L’Italia è un paese di destra” a Tremonti, significa ignorare Togliatti e fare un torto all’impegno intellettuale di quest’ultimo.

    2. Citare come “dimostrazione” di tale frase il fascismo, che nacque nella sinistra socialista, non è molto acuto.

    3. La DC era sì anticomunista, ma non era di destra: aveva al suo interno esponenti di sinistra, di centro, e di destra, tant’è che metà ora è nel PD, metà nel PDL.

    4. Il PSI, come cerchi di nascondere anche tu, non era di destra.

    5. Il PD è di gran lunga più di destra di Berlusconi (che è di destra solo a parole, e spesso neanche in quelle: solo quando gli serve): Veltroni stesso ha detto che non è un partito di sinistra, mentre Berlusconi ha più volte detto che il suo è un partito di sinistra (ha esagerato, ma senza dubbio è meno di destra del PD).

    6. Gli elettori di sinistra che “si appoggiano” a Di Pietro lo fanno perché per ora porta avanti valori, come quelli dell’etica, della trasparenza e della giustizia, compatibili coi valori della sinistra: lo abbandoneranno quando sarà il momento.

    7. A Sky ci si affida per un po’ di informazione non di regime (PD/PDL) – sempre ammesso sia come dici: secondo me si affidano più a Internet che a Sky.

    8. Né Di Pietro, né tantomeno Murdoch, sono i “paladini del popolo della sinistra”: a sinistra non ci servono paladini, siamo (purtroppo o per fortuna) così litigiosi proprio perché possiamo criticare tutto e tutti, e dissacrare ogni cosa, anche la più sacra.

    9. Se un tangentista come Martelli ti ha fatto una buona impressione, hai qualche serio problema al cervello. :-)

    Saluti, Giovanni

  3. pollucchero Says:
    February 7th, 2009 at 13:33

    Che Claudio Martelli abbia partecipato tangentopoli non lo dimenticherò affatto, se non altro ha avuto la decenza di lasciare la vita politica mentre altri di quel PSI ancora reclamano uno spazio (vedi De Michelis). questo non toglie che sia una mente lucida e laica. Me lo ricordo in una trasmissione della D’Amico su La7 e mi piacquero molto le sue idee laiche, difficili da riscontrare nei politici di adesso.
    Ad Annozero ha fatto un’analisi spietata: ha detto che tutti i politici indagati in questi ultimi tempi sono accusati di essersi arricchiti personalmente prendendo soldi da questo e da quello, mentre in tangentopoli i politici erano accusati di aver preso i soldi per i partiti, non per la loro ricchezza personale. Questa, secondo Martelli, è una delle prove della fine del ruolo dei partiti, e come dargli torto.
    Per questo non voglio assolutamente giustificare tagentopoli, ma direi che è stato un ottimo modo per dire che prima eravamo nella merda fino al collo e adesso invece ce l’abbiamo fin sopra i capelli…
    Se un criminale dice una cosa giusta che NON riguarda il suo reato, la cosa non diventa automaticamente sbagliata perchè l’ha detta un criminale: la cosa rimane giusta e lui un criminale, non per questo non si può ammirare il criminale per quello che dice.

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